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Alla Lavagna - La prima vittoria al 'Picco' in A arrivò contro la Sampdoria

di Daniele Izzo
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© foto di Niccolò Pasta
Cos’ha funzionato e cosa si può imparare dalla precedente sfida ai blucerchiati

11 gennaio 2021, una data che rimarrà affissa nel cassetto delle prime volte della storia dello Spezia. All’andata contro la Sampdoria, infatti, arrivò la prima storica vittoria in A tra le mura amiche del ‘Picco’, per aggiunta in un derby ligure e bissando quella sul Napoli dell’Epifania. Un’affermazione che proiettò la squadra di Vincenzo Italiano fuori dalla zona-pericolo. 

SCELTE – Ancora privo degli infortunati Bastoni, Mattiello, Ricci e Acampora, Italiano recupera lo squalificato Terzi e lo rilancia titolare al centro della difesa insieme a Vignali, Chabot e Marchizza. A centrocampo trio che vince non si cambia, e allora dopo Napoli conferma per Estevez e Pobega ai lati di un Agoumè in crescita. Linea d’assalto, invece, che vede le consuete conferme di Gyasi e Nzola accompagnate dal brasiliano estro di Diego Farias. Risponde Ranieri con il consueto 4-4-1-1, con Damsgaard a supporto di Keita Balde e il capitano Quagliarella in panchina.

LA PARTITA – Dopo aver fermato Napoli e Inter, la sfida tra Spezia e Sampdoria si prospettava scoppiettante e l’inizio altro non è stato che una piacevole conferma. Nonostante il solito modulo accorto dei blucerchiati, la qualità dei giocatori in campo, da Damsgaard a Farias, passando per Keita e Gyasi, produce una prima mezz’ora di calcio europeo. La gara procede a folate, dopo quattro minuti è Nzola a impensierire Audero, poi sono Keita e Jankto a trovare le pronte risposte di Provedel. Scampato il doppio pericolo, però, è lo Spezia a discoprire il pertugio per bucare la difesa doriana in una partita dove ritmo e intensità prevalgono sulla tattica: angolo di Agoumè, spizzata di Chabot che trova Terzi, lesto a imbucarsi tra Augello e Thorsby e portare avanti le Aquile al minuto 20’. Il vantaggio però dura pochi minuti. Rimessa palla a centrocampo la Sampdoria alza ancor di più le due ali, Candreva e Jankto, e sono proprio loro a confezionare il pareggio sfruttando un rientro mal fatto dei bianchi. Dopo una mezz’ora e due gol, le squadre rallentano, cresce l’equilibrio e si va al riposo sul risultato di 1-1. Il secondo tempo si apre come si era chiuso il primo. I ritmi sono blandi, ma al 59’ la compagine di Vincenzo Italiano trova l’episodio decisivo: Pobega, dopo quello preso a Napoli, viene tamponato da Thorsby dentro l'area e trova il secondo rigore in pochi giorni. Dal dischetto Nzola replica il film del ‘Maradona’ e manda nuovamente avanti i suoi. I genovesi accusano il colpo e faticano a riordinare le idee. Complici i cambi tardivi di Ranieri, che prova a sistemare una squadra stanca, il forcing produce solamente due brividi nel finale. Così, in una gara molto più fisica che tattica, lo Spezia conquista la seconda vittoria consecutiva e si lancia al di fuori della zona rossa.

COSA HA FUNZIONATO – Dalla condizione fisica alla produzione offensiva, senza dimenticare le decisive parate di Provedel, quasi tutto funzionò in uno Spezia alla seconda vittoria consecutiva in campionato, la prima tra le mura amiche.

COSA SI PUO’ MIGLIORARE – Trovare qualcosa che non funziona dopo sei punti in due partite contro Napoli e Sampdoria è impresa ardua. Se proprio si vuole andare a cercare l’ago nel pagliaio si può sottolineare i minuti di sbandamento dopo il vantaggio raggiunto. Su un calcio d’angolo a favore, Candreva ha iniziato e chiuso un triangolo lungo con Jankto, trovandosi libero di battere Provedel senza alcuna opposizione: una situazione che in Serie A non si deve concedere.

Dopo la debacle del ‘Picco’ contro il Napoli, per lo Spezia arriva forse la giornata più importante dell’intero campionato. Mentre, infatti, la squadra di Vincenzo Italiano sarà impegnata a Genova contro la Sampdoria, il Benevento, rivale diretta nella corsa salvezza, farà visita all’Atalanta. Gli Aquilotti hanno un match point da sfruttare con forza e coraggio, senza dimenticare che il duello in questione sarà un derby. Mancano ormai poche ore alla partita e solo al campo sarà concesso dare il suo verdetto.

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